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Basso Medioevo
Il progressivo svilupparsi della situazione portò alla fondazione della prima Repubblica Nursina, nota come S.P.Q.N., nel 1291, dotatasi anche di uno stemma che, a tutt'oggi, acquisì valenza rappresentativa: il leone rampante. Il Comune di Norcia ebbe origine, probabilmente, dall'organizzazione di operai, artigiani e commercianti e, già dalla sua nascita, si dotò di uno Statuto. Era in questo documento che si evincevano le cariche e le figure politico-amministrative, i vari consigli istituiti, i tempi e la modalità di elezione. Oltre alla gestione di tali cariche, lo Statuto prevedeva anche un Ufficio dell'Abbondanza, o Grasceria, gestito da un responsabile frumentario e da due abbandanzieri, eletti dal Consiglio Generale per garantire un'equa fabbricazione e distribuzione del pane. C'erano anche, tra l'altro, i cosiddetti “conservatori della pace”, ventiquattro cittadini che assicuravano la giustizia e lo stato pacifico della Repubblica. Ovviamente tutto questo complesso sistema amministrativo e politico venne applicato tanto al centro urbano quanto al contado, dove i castelli e le ville venivano ora governati da un Vicario, o Podestà, il primo dei quali arrivò già nel 1250. Il periodo della magistratura podestarile venne seguito, a breve, da una nuova figura: il “Capitano del Popolo”, una carica semestrale che imponeva un giuramento di fedeltà alla Repubblica Nursina. Il Comune e il suo nuovo assetto organizzativo pose Norcia sotto le luci di un nuovo riassestamento urbano: si riedifica il circuito murario e le guaite acquisirono la simbologia pervenuta fino a noi, con la stretta connessione alle otto porte urbiche.
Nel XVIII secolo le chiese, la loro costruzione e il loro potenziamento, furono al centro di una rinnovata attenzione. Maggiore rilevanza cominciava ad assumere la chiesa di S. Maria Argentea, promossa a titolo di Pieve, ovvero chiesa parrocchiale a cui fanno riferimento altre chiese minori e rurali. Per quanto riguarda la chiesa di S. Benedetto, fu proprio in questo periodo che conobbe la sua prima sistemazione, soprattutto nella facciata e nella muratura. Il monastero ad essa attiguo fu motivo di scontri in questi anni, in quanto l'abate di S. Eutizio lo concesse ai francescani, favorendo la scacciata violenta dei monaci che vi avevano risieduto fino a quel momento. Il gesto, però, ebbe una risonanza tale da portare il Papa stesso e il Duca di Spoleto a ripristinare lo stato originario. I francescani si trovarono a ripiegare sull'allora chiesa di S. Bartolomeo, oggi conosciuta come chiesa di San Francesco, sconsacrata e diventata auditorium. Dal lato opposto della piazza in cui sorge, direttamente di fronte ad essa, trovò collocazione la chiesa della Misericordia. La cristianità della parte bassa di Norcia si allargò a poco a poco anche nelle zone più alte del centro urbano, soprattutto con la costruzione delle chiese di S. Agostino e S. Agostinuccio, affiancati dal Tempietto, nell'attuale via Umberto. La presenza benedettina, come nelle chiese che nascevano una dopo l'altra, si fece sempre più importante anche nella vita sociale della comunità, dall'istituzione di ospedali gestiti dai benedettini in quanto detentori delle conoscenze mediche idonee, alle pratiche agricole: sistemarono a coltura le marcite. Nel XVI secolo la chiesa inasprì le sue politiche. Compare il Commissario Papale, sostituto del Podestà, mutando l'allora forma di governo. Questo nuovo peggioramento della situazione convinse la costruzione della fortezza della Castellina, affidata, nel progetto, a Jacopo Barozzi, meglio conosciuto come il Vignola. Alla fine dell'Ottocento, in particolare nel 1869, immediatamente dopo l'Unità d'Italia, venne creata la vita considerata, ad oggi, la via principale del paese: corso Sertorio, il quale passa in modo rettilineo nel centro più storico di Norcia. Questa sua struttura fu agevolata dal taglio e dall'aggiustamento dei palazzi che occupavano lo spazio nel mezzo. Katia Cortelli
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